Cantucci al passito (giusto un goccino!)

Chissà perché avevo sempre immaginato che fare cantucci fosse quanto di più complicato e improponibile…nulla di più sbagliato:  preparare i cantucci, ottenendo risultati soddisfacenti, è decisamente semplice.
Ripeterò fino alla nausea che il punto di partenza migliore, per ottenere soddisfazioni dal punto di vista del sapore, è utilizzare ingredienti freschi, di ottima qualità e il meno raffinati possibile. Riuscire a svoltare, sostituendo allo zucchero semolato bianco, quello integrale di canna (tipo il Muscovado, che ha un colore scurissimo e un gusto inconfondibile) sarebbe cosa e buona giusta per la salute e ne guadagnerebbe anche il gusto (almeno secondo me), così come adoperare farine integrali abbandonando quella tipo 00 (svuotata di qualsiasi principio nutrizionale, dato l’abburattamento eccessivo).
La particolarità dei cantucci è che subiscono una doppia cottura, la prima sotto forma di lunghi filoni e la seconda, più breve, dopo averli tolti dal forno e tagliati nella classica forma in cui li conosciamo.
Si conservano bene in una scatola di latta o in un barattolo di vetro a chiusura ermetica (solo quando saranno completamente raffreddati però!)

INGREDIENTI
250 grammi di FARINA (io ho usato la TIPO 1)
1/2 bustina di LIEVITO per dolci
200 grammi di MANDORLE tostate (non quelle pelate!)
160 grammi di ZUCCHERO DI CANNA
1 presa di SALE
1 cucchiaio di MIELE d’acacia
1 UOVO
un cucchiaio di PASSITO (io avevo quello di Pantelleria)

In una ciotola miscelate insieme le uova, il miele e il passito battendo il tutto con una forchetta.
Prendete una seconda terrina e unite tutti insieme gli ingredienti secchi mescolando: farina, lievito, zucchero, sale e mandorle.
Rovesciate gli ingredienti umidi su quelli secchi, tentando di creare un impasto sodo, di consistenza simile alla pasta frolla. Al fine di ottenere quel tipo di consistenza regolatevi aggiungendo in dosi minime altri liquidi (passito o acqua) o altri solidi (un goccino di farina per volta).
Una volta che avrete ottenuto una bella pallotta, lasciate riposare per 30 minuti circa mettendo sull’impasto un’insalatiera, così che l’aria non secchi la superficie.
Quando mancheranno una decina di minuti dalla fine del riposo accendete il forno (statico) e portate alla temperatura di 180°C.
Potrete a questo punto creare dei filoncini non più larghi di 4/5 centimetri: metteteli su una teglia molto larga ricoperta di carta forno bagnata e strizzata, lasciando un congruo spazio tra un filone e l’altro (almeno 3 dita!), dal momento che cuocendo tenderanno a espandersi.
Cuocete per 20 minuti (più o meno, ma ricordate che è il profumo e il colore della crosta che vi aiuterà a capire se sono al punto giusto), poi togliete la teglia dal forno e fate intiepidire i filoni e tagliateli a fettine oblique della larghezza di un pollice.
Rimettete la teglia in forno (sempre a 180°C) con i cantucci e cuoceteli per 5 minuti abbondanti (senza farli bruciare, ma semplicemente per far sì che facciano scrock!).

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Le acciughine presentano: una Camilla a merenda!

Fanno bene alla vista, fanno bene alla pelle, fanno abbronzare più in fretta, riducono il colesterolo, sono buone sia cotte che crude, ma ritengo che la cosa più importante da dire su questo ortaggio sia la seguente: hanno una funzione fondamentale nell’economia mondiale del “riutilizzo creativo”: sono i nasi degli omini di neve e scusate se è poco!
Servono inoltre per preparare questi deliziosi dolcetti: muffin alle carote, mandorle e arance, popolarmente conosciuti come Camille (che poi chissà il perché  della scelta di questo nome…)
Per creare una copia identica al prodotto industriale, notevolmente più buona e genuina, sarebbe d’obbligo versare l’impasto negli appositi stampi a cupolina, vi assicuro però che dare loro la forma dei muffin non ne fa di certo diminuire la bontà.
Dopo un po’ di vani tentativi ho trovato la ricetta perfetta sul blog La cuoca dentro, che ringrazio per la condivisione di questo tesoro! Rispetto alla sua ricetta ho usato olio di arachidi anziché di semi e ho adoperato una bustina di buccia grattugiata d’arancia disidratata (questa) poiché non avevo arance naturali.

Camille

Ingredienti:

250 g di CAROTE
3 UOVA piccole
100 g di FARINA di MANDORLE
100 g di succo d’ARANCIA
80 g di OLIO di ARACHIDI
200 g di ZUCCHERO a VELO vanigliato
200 g di FARINA 00
1 bustina di LIEVITO per dolci
buccia grattugiata di 1 ARANCIA
1 pizzico di SALE
Dopo aver grattugiato le carote lavate e sbucciate, frullatele con l’olio d’arachidi e il succo d’arancia: dovrete ottenere una bella crema arancione.
A parte, in una ciotola, unite le uova intere con lo zucchero a velo e, con le fruste elettriche, montatele fino ad ottenere una composto spumoso e chiaro. Aggiungete a quest’ultimo, mescolando bene, la farina di mandorle, la buccia d’arancia grattugiata e un pizzico di sale.
Incorporate la crema di carote e, continuando a mescolare, aggiungete la farina 00 già setacciata con il lievito. Versate il composto in stampi da muffin (o se li avete in quelli a cupolina) e poneteli nel forno già caldo a 180° per circa 20 minuti. (La prova stecchino è d’obbligo: infilandolo in un muffin dovrà risultare asciutto).
(Conserva i tuoi muffin in un sacchetto di polietilene, per intenderci come quelli che si utilizzano per congelare alimenti o sotto una campana di vetro se ce l’hai. Occorre che questi dolcetti si mantengano umidi!)