Biscotti alle noci e fiocchi di avena

Insomma, cosa vuoi che sia accendere il forno con questo caldo? Un motivo in più per lamentarsi, ma per essere felici, una volta sfornati, di questi angelici biscottini croccanti e saporiti…

Vuoi mettere un po’ di sacrificio da sopportare, se questa è la ricompensa?

Fare biscotti non conosce stagioni, non conosce caldo o freddo, non conosce tristezza.

In questo periodo mi servono vagonate di buonumore e serenità, per cui, non ci penso su un attimo e inizio a ricoprire la teglia di carta forno e giro il termostato. Si parte: direzione biscotti alle noci e fiocchi d’avena!

…che poi, bisogna sempre avere dei buoni propositi di ritorno dalle vacanze…il mio?

A colazione mangiare ogni giorno qualcosa di diverso homemade? Ce la farò?

Ingredienti:

100 grammi di FARINA OO

50 grammi di FARINA INTEGRALE

100 grammi di ZUCCHERO DI CANNA

100 grammi di BURRO

1 UOVO grande

85 grammi di FIOCCHI D’AVENA

100 grammi di gherigli di NOCE

1 cucchiaino succo di LIEVITO PER DOLCI

1 cucchiaino di VANIGLIA naturale in polvere

 

Accendente il forno (statico) e portatelo alla temperatura di 180°C.

Mescolare in una terrina tutti gli ingredienti, prima l’uovo e il burro a temperatura ambiente, aggiungere poi lo zucchero, le farine in cui avrete aggiunto precedentemente il lievito e la vaniglia. Completate con i fiocchi d’avena e i gherigli di noce tritati grossolanamente.

Dovrete creare della palline grosse come una noce e sistemarle distanziate su una teglia  ricoperta di carta da forno.  Cuocete per 12/15 minuti o fino a che non saranno dorati (non scurissimi però!)

biscotti alle noci e fiocchi d'avena

 

Meringhe alla francese

Non è tanto perché siano buone da mangiare, poiché, per onestà intellettuale mi tocca dirlo…nemmeno le amo così tanto, a meno che non siano sbriciolate sul fondo di un semifreddo o siano appunto l’ingrediente principale del semifreddo stesso.

Da sempre mi portano indietro allo stupore dell’infanzia a quando credevo fossero fatte della stessa materia delle nuvole e non mi sarei stancata di mangiarle, soprattutto se guarnite da un ciuffo di panna montata.

Oggi è stato bellissimo rispolverare la ricetta e preparale con un’aiutante speciale, un elfo della cucina di soli 7 anni, fasciata del suo grembiulino colorato.

Le avevo promesso che avremmo preparato qualcosa di diverso, che l’avrebbe lasciata a bocca aperti, qualcosa fatto di due soli ingredienti e di tanta pazienza…quella che occorre per attendere la loro lunga cottura che assomiglia più a un’asciugatura…

Le abbiamo fatte semplici, più basic possibile, senza aggiunta di colori o gusti stravaganti. Solo ed esclusivamente nuvolette di meringa.

Per farle occorrono pochi minuti, una frusta elettrica e una tasca da pasticcere. Zucchero a velo, albume d’uovo, vaniglia naturale in polvere, un cucchiaino di limone. Queste in particolare sono meringhe alla francese che, a differenza di quelle all’italiana, si preparano senza cottura dell’impasto e ausilio di termometri.

Ingredienti (30 meringhe):

100 grammi di ZUCCHERO A VELO

100 grammi di ZUCCHERO SEMOLATO

100 grammi di ALBUME d’uovo

1 cucchiaino succo di LIMONE

1/2 cucchiaino di VANIGLIA naturale in polvere

Con una frusta elettrica occorre montare gli albumi con lo zucchero a velo, il limone e la vaniglia per parecchi minuti (7/8).  Una volta svolta questa operazione, con una spatola occorre incorporare lo zucchero semolato, un poco per volta dal basso verso l’alto, cercando di non smontare il composto. Quest’ultimo va inserito in una tasca da pasticcere (io adopero quelle usa e getta). Dopo aver tagliato la punta della tasca bisogna spremerla formando dei mucchietti di uguale misura su una teglia ricoperta di carta da forno.

Infornare a 75°C nel forno già in temperatura e lasciare cuocere per 2 ore. Trascorso questo tempo ho continuato la cottura per mezz’ora tenendo lo sportello del forno socchiuso (ho infilato tra lo sportello e il forno il manico di un cucchiaio di legno). L’importante è non farle scurire, per cui date costantemente un’occhiata!

Le meringhe, una volta ben raffreddate si conservano per molto tempo in una scatola di latta o in un barattolo ermetico di vetro.

Involtini di vitello alla salvia e parmigiano

…e pensare che tra meno di un mese è Natale.

Io che vorrei unicamente pensare alle vacanze estive: un bel mare calmo, il sole che scotta, la sabbia che si infila dappertutto, aperitivi in spiaggia al tramonto di una giornata trascorsa a far nulla…

Sbagliato!!!

Così non mi resta che pensare al freddo, alla scomodità di giacche e giacconi, ai guanti, alla sciarpa, al cappello…uff…per di più dimentico sempre almeno un pezzo da qualche parte, peggio che con gli ombrelli…

Si diceva però del Natale, che tra poco arriva: regali (?!), pranzi, cene, auguri, addobbi e sempre le stesse canzoni in loop nei negozi (tutta la mia stima va a chi di mestiere fa il commesso e in questo periodo è costretto a farsi sanguinare le orecchie a suon di Michael Bublè e aiuisciuamericrismas come se non ci fosse più un domani…).

Io, per non pensarci troppo, ho deciso di cucinare, di annegare ogni frustrazione da preparativi mancati in questa ricetta. Semplice, veloce e piena di sapore. Si tratta di una base pronta ad accogliere ogni variazione sul tema: che sia salvia oppure prezzemolo, pecorino anziché parmigiano, qualche seme a scelta nell’impanatura, il tipo di carne scelta…il successo sarà assicurato, non ne dubito. Per onore del vero c’è da dire che questa preparazione discende dalle sublimi braciole alla messinese di cui è una parente alla lontanissima. 

Ingredienti (16 involtini):

16 fettine di VITELLO da carpaccio

3 cucchiai abbondanti di  PARMIGIANO grattugiato

3 cucchiai di PANE grattugiato

2 cucchiaini di SALVIA fresca tritata finemente

SALE&PEPE a vostro piacere

1 CIPOLLOTTO fresco

OLIO EXTRAVERGINE

In una terrina mescolate insieme il pane grattugiato, il parmigiano, la salvia tritata, sale, pepe e tutto ciò che la vostra fantasia vi ha suggerito – se lo ha fatto…(io a volte aggiungo un paio di cucchiaini di semi di sesamo). Ungete entrambi i lati di una fettina di carne con un velo di olio extravergine e distendela ben bene su un tagliere poi mettete un cucchiaino abbondante di composto sul lato rivolto verso di voi e spargetelo sulla superficie della fettina. Arrotolatela sul verso corto, pressandola (senza esagerare) nel pugno della mano. Procedete in questo modo per tutte le fettine e infine, fatele rotolare nel composto di pangrattato&co. che vi sarà avanzato.

Fate scaldare dell’olio (poco) in una padella e, non appena caldo, mettete a soffriggere del cipollotto tagliato a listarelle che toglierete non appena imbiondito, lasciandole da parte.

Tamponate la padella con un foglio di carta assorbente pulito, mettete nuovamente dell’olio e, non appena quest’ultimo sarà caldo, ponete gli involtini a cuocere, facendoli rosolare da tutti i lati: saranno sufficienti 3/4 minuti di cottura, giusto il tempo per formare una leggera crosticina sulla loro superficie. Infine impiattate aggiungendo il cipollotto saltato sopra ogni porzione.

La compattezza degli involtini così creati fa sì che non sia necessario adoperare stuzzicadenti o spago da cucina!

Involtini di vitello alla salvia e parmigiano

Muffin alla zucca con gocce di cioccolato e profumo d’arancia

Ventiquattro gradi l’8 di novembre sono cosa seria, mica da ridere.

Mentre di solito, con i capelli increspati dall’umidità, questo è il mese che uso come caprio espiatorio del malumore di un anno intero, scaturito dal cambio dell’ora, dalla pioggia incessante, dal cielogrigiosucielogrigiosufogliegiallegiufogliegiallegiu, questa volta non è così. Mi ritrovo a trascorrere un’intera giornata all’aperto, pranzando, chiacchierando tra amici, osservando i bimbi giocare felici in maglietta a maniche corte e così, distrattamente, penso che sia una gioiosa giornata di maggio inoltrato…la primavera è al suo apice, i fiori sbocciano, le vacanze estive sono alle porte…no, no, c’è qualcosa che non va. le vacanze ahimè si sono concluse da poco, le foglie gialle e rosse ricoprono i marciapiedi, alle 18 fa buio e l’inverno deve ancora abbattersi su di noi…

E’ invece autunno, uno splendido autunno che ricorderò per anni. Allora non resta che segnarsi bene le dosi e il procedimento di questa autunnalissima ricetta con un autunnalissimo ingrediente, sua maestà la zucca: muffin di zucca con gocce di cioccolato e profumo d’arancia.

Li adoro. L’unica difficoltà nel fare questi dolci è quella di saper leggere…sapete farlo? Bene, allora applicate quanto vedete scritto e il risultato vi sorprenderà.

Ingredienti (15 muffin):

300 grammi di ZUCCA

2 UOVA

80 grammi di OLIO D’OLIVA

50 grammi di LATTE

scorza grattugiata di 1 ARANCIA (anche essiccata)

300 grammi di FARINA INTEGRALE

150 grammi di ZUCCHERO DI CANNA

150 grammi di CIOCCOLATO (gocce)

1 bustina di LIEVITO per dolci

Prima di tutto prendete la zucca, tagliatela  a pezzi e cuocetela come più preferite per ottenere che sia morbida (MICROONDE: in una ciotola adatta mettete i pezzi di zucca e ricoprite con acqua. 6/7 minuti alla potenza massima. LESSATA: versate nell’acqua che bolle i pezzi di zucca e fate cuocere per 12/13 minuti, infine scolate e lasciate nel colino affinché perda tutta l’acqua possibile. AL FORNO: accendete il forno a 200°C e quando è in temperatura mettete la zucca a pezzi sulla leccarda ricoperta con carta forno e fate cuocere per 20 minuti circa), poi schiacciatela con una forchetta o con lo schiacciapatate.

Procedete poi come per tutti i muffin (PRIMA REGOLA FONDAMENTALE: secchi da una parte e i liquidi dall’altra).

Dovete preparare una terrina con gli ingredienti secchi: farina, zucchero, lievito, gocce di cioccolato e scorza di arancia (se usate quella essiccata) e una terrina con gli ingredienti umidi: polpa di zucca, uova sbattute, olio, latte e scorza d’arancia (se usate quella fresca, ma che sia naturale, mi raccomando!)

Mescolate gli ingredienti di ogni terrina per bene e poi unite i liquidi sui secchi. amalgamate l’impasto molto velocemente e riempite infine gli stampini da muffin (comprensivi di pirottini di carta) con il quantitativo per arrivare fino a tre quarti dello stampino in un colpo solo (e non a più riprese, questa è infatti la SECONDA REGOLA FONDAMENTALE).

Spolverizzate con un po’ di zucchero di canna la sommità di ciascun muffin e  infornate a 180°C (già in temperatura) per 20 minuti.

muffin alla zucca e cioccolato

Risotto ai funghi porcini (secchi)

Non c’è niente da dire. Questo è proprio un autunno gentile, almeno dove abito io. Le temperature sono ancora accettabili (più che accettabili). Gli alberi hanno ritrovato la loro vena punk e si sono tinti di mille sfumature. Il cielo è più azzurro che grigio. La pioggia non ha preso il sopravvento sul sole, ma si è sapientemente alternata in modo da regalare, a chi li ama come me, funghi, funghi e ancora funghi e a tal proposito non può che venirmi in mente uno dei miei piatti del cuore, una di quelle ricette che non vedo l’ora arrivi l’autunno per cimentarmi nella sua preparazione, inondando la casa di profumi e deliziando il palato con i suoi strepitosi sapori.

Eccolo qui: un magnifico risotto ai funghi porcini facilitato (con i funghi secchi al posto di quelli freschi, così da rendere la preparazione molto più veloce…pulire i funghi freschi è un po’ più elaborato e richiede maggiore manualità…)

Ingredienti (per 4):

75 grammi di FUNGHI PORCINI secchi

280 grammi di RISO carnaroli

1 CIPOLLA tagliata finissima

3 cucchiai di OLIO extra vergine

1 lt. di BRODO vegetale caldo

l’ACQUA DELL’AMMOLLO dei funghi filtrata

SALE

PREZZEMOLO fresco tritato

1 cucchiaio di PARMIGIANO grattugiato

1 cucchiaino di BURRO

Prendete 75 grammi di funghi porcini secchi, metteteli in ammollo in acqua calda per mezz’ora e poi filtrate l’acqua ripulendola da eventuali residui di terra (l’acqua la userete insieme al brodo per dare un gusto più deciso al risotto).

Nel frattempo preparate un litro di brodo (acqua, cipolla, carota e un gambo di sedano oppure usando il dado…fate voi).

Asciugate bene i funghi su carta assorbente da cucina e metteteli in padella, facendoli rosolare a fuoco basso con la cipolla e l’olio.

Dopo poco aggiungete il riso e fatelo tostare per un minuto circa (a fuoco moderato!).

Sfumate (ovvero aggiungete nella padella calda) il vino bianco (preferibilmente buono e che avrete precedentemente riscaldato in un pentolino) e lasciate evaporare.

Aggiungete poco per volta il brodo e l’acqua dell’ammollo dei funghi necessari per portare il riso alla vostra cottura preferita (all’incirca 18 minuti, ma guardate sulla confezione i tempi e soprattutto: assaggiate!)

A questo punto, spegnete il riso e fate mantecare: aggiungete il burro e il parmigiano, mettete il coperchio alla padella e lasciate riposare per una manciata di minuti.

Prima di servire cospargete ogni porzione con il prezzemolo tritato.

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Torta di mele con briciole di frolla

Anche detta “Torta bella figura”. Sì, perché se vuoi andare sul sicuro quando qualcuno ti dice “Il dolce lo porti tu?”, non indugiare, sbuccia le mele e vai!

Che poi i dolci con le mele sono sempre apprezzati, anche se a volte i risultati non sono quelli attesi…troppo umida, troppo molle, troppo spugnosa…questa invece batte ogni aspettativa ed è, oltre che buona, bellissima da vedere, per l’appunto, da “bella figura”. Si tratta di una crostata di pasta frolla ricoperta, anziché dalle classiche strisce incrociate, da bricioloni di impasto.

Ingredienti per la FROLLA:

300 g di FARINA 00

2 UOVA

100 g di BURRO

2 cucchiaini LIEVITO VANIGLIATO

1/2 cucchiaino di VANIGLIA naturale in polvere

Ingredienti per il RIPIENO:

5 MELE

70 g. di gherigli di NOCI

15 g di BURRO

3 cucchiai di MARMELLATA DI ARANCE

2 cucchiai di ZUCCHERO di CANNA

1 cucchiaino di  VANIGLIA naturale in polvere

Si inizia dalla frolla, semplicissima da preparare: unite farina e lievito setacciati insieme con il burro a temperatura ambiente e le uova intere, impastando fino ad ottenere una palla liscia e morbida (non c’è zucchero e non è una dimenticanza, essendo la copertura molto dolce!).

Mettete in frigo la frolla, rivestita da pellicola, per mezzora (minimo).

Nel frattempo togliete la buccia e il torsolo alle mele, affettatele finemente e mettetele in una padella con lo zucchero, il burro, la vaniglia in polvere e le noci tritate grossolanamente. Accendete il fuoco e fate rosolare le mele fino a che siano morbide, scurite, ma non disfatte.

Utilizzate una teglia rotonda con cerniera (diametro 24), imburratela e ricopritela creando un disco con metà dell’impasto (l’altra metà riponetela in frigo): dovrete riuscire a ricoprire il fondo creando anche 2/3 cm di bordo. Riempite bene il fondo con la marmellata, poi aggiungete le mele, livellando ben bene. Prendete in frigo la frolla, staccatene un pezzetto per volta e create dei bricioloni che farete cadere sopra il ripieno fino a coprire il tutto.

Infornate a 180°C (già caldo e ventilato) per 30 minuti, fino a che le briciole saranno ben cotte.

Quando la torta sarà fredda ricoprite con lo zucchero a velo.

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Le acciughine presentano: una Camilla a merenda!

Fanno bene alla vista, fanno bene alla pelle, fanno abbronzare più in fretta, riducono il colesterolo, sono buone sia cotte che crude, ma ritengo che la cosa più importante da dire su questo ortaggio sia la seguente: hanno una funzione fondamentale nell’economia mondiale del “riutilizzo creativo”: sono i nasi degli omini di neve e scusate se è poco!

Servono inoltre per preparare questi deliziosi dolcetti: muffin alle carote, mandorle e arance, popolarmente conosciuti come Camille (che poi chissà il perché  della scelta di questo nome…)

Per creare una copia identica al prodotto industriale, notevolmente più buona e genuina, sarebbe d’obbligo versare l’impasto negli appositi stampi a cupolina, vi assicuro però che dare loro la forma dei muffin non ne fa di certo diminuire la bontà.

Dopo un po’ di vani tentativi ho trovato la ricetta perfetta sul blog La cuoca dentro, che ringrazio per la condivisione di questo tesoro! Rispetto alla sua ricetta ho usato olio di arachidi anziché di semi e ho adoperato una bustina di buccia grattugiata d’arancia disidratata (questa) poiché non avevo arance naturali.

Ingredienti:

250 g di CAROTE
3 UOVA piccole
100 g di FARINA di MANDORLE
100 g di succo d’ARANCIA
80 g di OLIO di ARACHIDI
200 g di ZUCCHERO a VELO vanigliato
200 g di FARINA 00
1 bustina di LIEVITO per dolci
buccia grattugiata di 1 ARANCIA
1 pizzico di SALE
Dopo aver grattugiato le carote lavate e sbucciate, frullatele con l’olio d’arachidi e il succo d’arancia: dovrete ottenere una bella crema arancione.
A parte, in una ciotola, unite le uova intere con lo zucchero a velo e, con le fruste elettriche, montatele fino ad ottenere una composto spumoso e chiaro. Aggiungete a quest’ultimo, mescolando bene, la farina di mandorle, la buccia d’arancia grattugiata e un pizzico di sale.
Incorporate la crema di carote e, continuando a mescolare, aggiungete la farina 00 già setacciata con il lievito. Versate il composto in stampi da muffin (o se li avete in quelli a cupolina) e poneteli nel forno già caldo a 180° per circa 20 minuti. (La prova stecchino è d’obbligo: infilandolo in un muffin dovrà risultare asciutto)
(Conserva i tuoi muffin in un sacchetto di polietilene, per intenderci come quelli che si utilizzano per congelare alimenti o sotto una campana di vetro se ce l’hai. Occorre che questi dolcetti si mantengano umidi!)

Camille